lunedì 6 febbraio 2012

Il lato nascosto delle case canadesi

Ora sapete che, dopo qualche peripezia, ho trovato un tetto... ma non vi ho raccontato tutto.
Facciamo un passo indietro e uno di lato.

Riprendiamo in mano una delle decine di mail scritte mentre cercavo casa, una delle poche che ha ricevuto risposta: diceva qualcosa come "sì, ci farebbe piacere averti come coinquilino, però sappi che oggi disinfestiamo". Sì, avete letto bene. No, niente topi, né scarafaggi, né fantomatici alligatori delle fogne. Si trattava dei famigerati bed bugs.


Ora, probabilmente un'altra delle immagini mentali che vi siete costruiti in una vita lontano da queste latitudini è quella di un Paese in cui l'igiene e la profilassi la fanno da padroni.
Se però si considera che anche il Comune di Toronto è dovuto correre ai ripari e approntare una pagina per arginare il fenomeno, mentre servizi come Bed Bug Registry vedono Toronto seconda solo a New York per numero di report in tutto il Nord America, capirete che forse è il caso di aggiornare la propria visione.

Secondo i responsabili pubblici, "the resurgence of bed bug infestations is a world-wide issue most likely due to an increase in high density living, increased use of second hand items, increase in international travel, reduction in use of very strong broad spectrum pesticides and the ability of bed bugs to build resistance to pesticides".

Insomma, pare proprio che dietro i finti parquet, i muri in cartongesso e le anticamere in legno si nascondano spesso ospiti non invitati, particolarmente ostici da debellare.
Vi lascio immaginare con quale gioia ho appreso, poche ore dopo essermi trasferito, che anche il mio appartamento era stato schedato, anni addietro.
Per ora nessuna sorpresa, ma rimaniamo sempre sul chi vive.

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