giovedì 29 marzo 2012

Quattro passi a Cabbagetown

Reports of my death have been greatly exaggerated, si dice in questi casi.

E non è che non avessi niente da dire, è che a noi abitudinari basta un nonnulla per mandarci in crisi: nel frangente, un trasferimento forzato ad altre postazioni e ad altre mansioni per consentire di ridipingere l'ala in cui si trova il mio ufficio. Un lavoretto da pochi giorni che, grazie ai solerti imbianchini di Woodbridge, si sta trascinando da oltre una settimana. D'altro canto, anche la salute rischia di risentirne se, seguendo il mio cattivo esempio, a chi ti spezza la routine rispondi sfangandoti una poutine.

Ma non di solo lavoro vive l'uomo, sicché ne ho approfittato per prendermi un po' di tempo libero e ritornare ad esplorare quella che avevo già adocchiato come una delle neighbourhood più caratteristiche di Toronto, riscoprendola come una vera e propria dimora dell'anima, in cui cercherei sicuramente di vivere se dovessi mai tornare in questa città.

Cabbagetown, anche se forse farei meglio a parlare di Don Vale, è oggi un quartiere prevalentemente residenziale, in cui decenni di gentrification hanno spazzato via l'immagine popolare data dall'iniziale afflusso di immigrati irlandesi, che con le loro coltivazioni diedero il nome alla zona. Va detto, però, che la Cabbagetown odierna non coincide esattamente con quella originaria: l'area a sud di Gerrard Street, oggi nota come Regent Park, ne costituiva, infatti, la parte più popolare e degradata. Oggetto di pesanti opere di riqualificazione e di edilizia pubblica, risulta oggi praticamente irriconoscibile e ben poco integrata con il tessuto urbano circostante. La riqualificazione avrebbe dovuto originariamente riguardare anche il resto del quartiere, ma l'attivismo di alcuni residenti permise di preservare l'aspetto originario di Don Vale, che ereditò il nome della neighbourhood storica.

L'area a nord di Gerrard Street e ad est di Parliament Street, caratterizzata precipuamente dalle distintive villette vittoriane e adornata da parchi, cimiteri e fattorie urbane, è proprio quella di cui mi sono innamorato.

Riverdale Farm, dove i piccoli torontoniani
imparano a distinguere una mucca da un SUV.

L'ingresso della Toronto Necropolis, cimitero risalente all'epoca
di "quando qui era ancora tutta campagna".


Wellesley Park, dove i sentieri svoltano all'improvviso verso l'ignoto...
e a voi non resta che seguirli.

Vi serve altro? Beh, sappiate che passeggiando da queste parti non è infrequente imbattersi in qualche micione ansioso di pedinarvi, mentre gli onnipresenti bed bugs sembrano aver intuito la sacralità del posto e se ne tengono alla larga.

Cabbagetown risplende in tutte le stagioni, ma sarei pronto a scommettere che i colori dell'autunno le donano ancora di più.

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